spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per novembre, 2015

Gesù ha sposato una ragazza bellissima

È Avvento. Ricordiamo che Gesù è venuto sulla terra. Dio ha detto: «Basta! Non voglio stare così solo, voglio scendere a contatto con l’uomo». Si è fatto uomo. Ha sposato una ragazza bellissima che è l’umanità.
Dio si è innamorato di questa ragazza e le ha detto: «Ti voglio sposare». E dinanzi alle resistenze della sua creatura: «Ma non ti preoccupare, ti purifico io. Anche se hai delle macchie sul volto, te le tolgo io. Anche quando sarai molto grande, e vecchia, appesantita dagli anni e dal peccato, ogni giorno verrò a toglierti una macchia e una ruga dal volto; ogni giorno diventerai più giovane, ti farò splendente, gli occhi tuoi saranno più profondi delle notti d’inverno».
Ci vuole bene il Signore, da morire! Nell’Avvento si ricorda tutto questo. Gesù è venuto e non si è stancato di venire. Gesù viene anche adesso. Ogni giorno.
Viene nella comunità. È presente in mezzo a noi tutte le volte che ci uniamo in nome suo. Perciò la domenica facciamo in modo di non mancare alla sua chiamata, perché vuol dirci che ci vuole bene e basta. Non vuole niente da noi. Vuole soltanto dare tutto l’amore che porta nel cuore. Per questo non vi preoccupate del fatto che se non venite a messa fate peccato, ma preoccupatevi perché vi sottraete a un flusso di grande amore.
Il Signore viene anche nella Parola. Facciamo il proposito, in questo Avvento, di leggere ogni giorno un brano del Vangelo perché non conosciamo abbastanza la parola di Gesù Cristo. Ci ha mandato una lettera d’amore, bellissima, e noi l’abbiamo messa nel cassetto senza aprirla. Se invece viviamo quello che ci ha detto, la vita cambierà, acquisterà un senso diverso.
Il Signore è venuto, viene e verrà.

(Don Tonino Bello)

Splendida riflessione di don Tonino, che come sempre ci stimola a vivere il Vangelo da innamorati, perché l’attesa di questi giorni aumenti il desiderio di una vita insieme a Gesù.

Oggi è S.Andrea Apostolo, uno dei primi ad innamorarsi di Gesù, talmente importante l’incontro con Lui da averne fissa l’ora (le 16).

S.Andrea aiutaci a vivere il tempo dell’Avvento, come un tempo opportuno per lasciare le reti che ci distolgono dal rapporto con Gesù che viene.

 

Un grido di Speranza


I DOMENICA DI AVVENTO (C)

Inizia l’Avvento, un tempo importante, di riflessione sul nostro cammino di fede. Nell’Avvento la buona novella della Parola è una notizia che parla di Speranza…

Avete in mente quando capita una catastrofe, sotto le macerie pare sia tutto morto, poi un pianto di speranza, e fuori dalle macerie viene fuori un bimbo, simbolo che nonostante il disastro ci si può sempre salvare. Questo bimbo per noi è Gesù che grida dalle macerie del nostro tempo, la sua voglia di salvare il mondo… il Tempo di Avvento è allora un tempo di vigile attesa, è il tempo di sentire un grido di speranza in questo mondo terremotato, dove tutto pare instabile.

Gli ultimi attentati, le continue guerre, mettono sempre più nei cuori la disperazione che niente possa cambiare!

Dalla Prima Lettura di oggi (Ger 33,14.16)

Ecco, verranno giorni – oràcolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda. In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.

Il Tempo dell’Avvento, invece ci ricorda la promessa di bene che il Signore ci ha fatto, un bene che però è messo a dura prova dal male che l’uomo continua ad alimentare, per quella sete di potere, di odio che di tutto ci parla tranne che dell’Amore di Dio per tutti noi.

Arriva l’avVento: non chiudete la finestra


Inizia l’Avvento, come prepararci bene ad accogliere questo vento di Speranza che vuol spazzare via l’aria viziata nelle nostre case?

Teniamo aperte le finestre… Quando un luogo è stato per troppo tempo chiuso, l’aria inizia a farsi pesante.

C’è proprio bisogno di aprire le finestre, per non chiudersi in se stessi, c’è proprio da aprire le finestre per fare entrare un’ aria buona, per ossigenare la nostra vita!

C’è bisogno di aprire le finestre per affacciarsi sul mondo con uno sguardo di Speranza, di voglia di fare del bene, di accogliere con tutto il cuore l’amore che Dio ci ha promesso.

Aprire il Vangelo.

Aprire le nostre porte all’accoglienza.

Aprire gli occhi sulle povertà che ci circondano.

Aprire il cuore alla Speranza.

Aiutaci Signore in questo tempo d’Avvento ad aprire la porta della nostra casa per farti  entrare  e per uscire verso i fratelli.

Uomini di valore


Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.
(Albert Einstein)

Aiutaci Signore, ad essere uomini di valore, perché la nostra vita, vissuta per gli altri, è il miglior successo di sempre.

Aspettando la Gioia


Il segno più evidente e fondamentale verso il quale è richiesta la nostra massima attenzione, quello che ci indica che abbiamo realmente passato la soglia del Regno, è la gioia.
(Gérard Calvet)

Chi più di un bambino, porta gioia nelle nostre case. Così il Padre per colmarci di gioia ci dona suo Figlio Gesù…

Manca poco al tempo dell’Avvento, prepariamo il nostro cuore alla gioia dell’incontro con Gesù.

No alla violenza, sì all’amore!


Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Le donne sono come i fiori: se cerchi di aprirli con la forza, i petali ti restano in mano e il fiore muore. Perché solamente con il calore si schiudono. E l’amore e la tenerezza insieme sono il sole per una donna. Avrei dovuto semplicemente amarla. Poi sarebbe stato tutto naturale. Perché una donna, quando si sente amata, si apre e dà tutto il suo mondo.

(È una vita che ti aspetto – Fabio Volo)

 

Oggi gridiamo il nostro NO alla violenza e il nostro SÌ all’amore!

Una medaglia a metà

Ho ascoltato con attenzione il discorso di Papa Francesco, al convegno di Firenze poco tempo fa… mi ha colpito l’immagine della medaglia spezzata a metà, di questa grande responsabilità verso i fratelli più poveri. Dobbiamo essere noi la famiglia che hanno perso.

Se nella vita cerchiamo una medaglia, non dobbiamo desiderarla d’oro, d’argento o di bronzo. Che la nostra medaglia sia il volto del fratello povero, allora davvero nella vita saremo vincitori!

Avremo vinto la battaglia più dura…quella contro il male, contro l’indifferenza…

Il male ha spezzato in due quella moneta, il bene deve riparare il danno fatto.

Siamo qui a Firenze, città della bellezza. Quanta bellezza in questa città è stata messa a servizio della carità! Penso allo Spedale degli Innocenti, ad esempio. Una delle prime architetture rinascimentali è stata creata per il servizio di bambini abbandonati e madri disperate. Spesso queste mamme lasciavano, insieme ai neonati, delle medaglie spezzate a metà, con le quali speravano, presentando l’altra metà, di poter riconoscere i propri figli in tempi migliori. Ecco, dobbiamo immaginare che i nostri poveri abbiano una medaglia spezzata. Noi abbiamo l’altra metà perché la Chiesa madre, la Chiesa madre ha, in Italia, l’altra metà della medaglia di tutti e riconosce tutti i suoi figli abbandonati, oppressi, affaticati. E questo da sempre. È una delle vostre virtù perché ben sapete che il Signore ha versato il suo sangue non per alcuni, né per pochi né per molti, ma per tutti.
(Papa Francesco)

il discorso integrale link

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