spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Dalla Prima Lettura di oggi (Rm 7,18-25a)

Fratelli, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene: in me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Dunque io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra.
Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!

Capita spesso di desiderare il bene, ma non sempre i nostri passi percorrono vie di bene. Paolo è consapevole di questa fragilità, che ogni uomo porta con sé per tutta la vita!

Il bene però non è una scelta impossibile, anzi più desideri e fai il bene, più il tuo cuore riesce a tenere a bada le tue fragilità. La virtù è proprio l’abitudine al bene… un po’ come la corsa.. Se non corri mai, anche mezz’ora di corsa diventa un’ impresa, ma se corri ogni giorno, mezz’ora di corsa diventa semplice come una passeggiata.

Abituarsi a fare il bene per essere uomini liberi, per non cadere nella prigionia dell’abitudine al male.

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