spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per aprile, 2014

Entusiasmo

Esercitate la carità, ma esercitatela con entusiasmo!
(San Giuseppe Benedetto Cottolengo)

Il sorriso è un necessario gesto d’amore da offrire ai poveri.

Santa Caterina da Siena

Tutti i vizi sono conditi dalla superbia, sì come le virtù sono condite e ricevono vita dalla carità.

Molte volte le persone che ricevono un potere, diventano superbe, e cadono nell’abisso dei vizi. Si pensa solo a se stessi.
Quanto è bello quando le persone al potere si vestono di Carità, si mettono a servizio dei fratelli.
Molte persone, pensando al mondo politico e ad alcuni politici perdono la speranza di un futuro migliore, ma perdere la speranza non è una virtù cristiana!
Dobbiamo sperare e pregare perché chi riceve l’incarico di servire i fratelli in politica possa non cadere nella trappola dei vizi, ma possa camminare nella via delle virtù in compagnia dell’Amore.

Lì dove balena l’idea dell’impossibile, bisogna invocare Dio.

Totus tuus

Totus tuus ego sum et omnia mea Tua sunt. […] Accipio Te in mea omnia. Praebe mihi cor Tuum, Maria.

Io sono tutto tuo e tutto ciò che è mio è tuo. […] Ti accolgo come ogni mio bene. Offrimi il tuo cuore, o Maria.

Oggi la Chiesa fa memoria di San Luigi Maria Grignion de Montfort, è da Lui che Papa Giovanni Paolo II (Ieri proclamato santo con papa Giovanni XXIII) ha preso il suo motto.

Maria ti rinnoviamo il nostro essere tuoi figli, ci consacriamo a Te, come hanno fatto tanti santi. Aiutaci ad accogliere Gesù nella nostra vita, con docilità, come hai fatto Tu, dolce mamma del cielo.

Il suo amore è per sempre

Dalla prima lettura (At 2,42-47):
[Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Qual è lo stile “dello stare insieme” ? Condivisione, gioia, semplicità.

Alcune volte invece siamo egoisti, tristi e cerchiamo la felicità in cose impossibili o molto complicate.

Se ripercorrete i periodi più belli della vostra vita, sicuramente sono quelli in cui “stai insieme” a qualcuno. Nella semplicità di un abbraccio, di una passeggiata, di un po’ di tempo passato insieme.

È una tristezza sapere di alcune persone che vivono insieme, ma non stanno insieme…

Qual è la qualità del tuo “stare insieme”?

Dal Salmo 117

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».

Possiamo alcune volte dimenticarci del Signore, alcune volte come Tommaso avere dei dubbi di fede, altre volte rinnegarlo, non riconoscerlo presente nella nostra vita, ma lui nonostante la nostra poca fede ci amerà per sempre e questo è proprio motivo di grande gioia!

Dal Vangelo di Giovanni (20,19-31)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Alcune volte mi dicono : “Come faccio ad essere sicuro che Gesù sia esistito davvero se non l’ho mai visto?”
Allora io porto sempre l’esempio di Tommaso! Ha vissuto con Lui, ha ascoltato la Sua Parola, ha visto i prodigi che ha compiuto, eppure non l’ha riconosciuto. Non sono gli occhi coloro che ci dicono la verità su Gesù. Troppo limitati i nostri occhi per riconoscere l’infinito, l’eterno.
Se attentamente ascolterai il tuo cuore, lì nel profondo, sentirai una sete d’eternità che solo l’eterno potrà colmare, lì nella pienezza del tuo cuore lo riconoscerai. Quando farai l’esperienza dell’incontro vivo con lui, anche tu come Tommaso proclamerai “Mio Signore e mio Dio”.

Sole che sorge

Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace .( Dal Cantico di Zaccaria)

Gesù non può stare in un luogo senza risplendere. (Charles de Foucauld)

Il rischio dell’amore

Dal Vangelo di oggi (Gv 21,1-14): In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Pietro lo conosce bene il rischio dell’Amore, ha rischiato tutto nella vita per scommettere su Gesù. Sono giorni duri, per Pietro, crede di aver perso la scommessa della sua vita, torna a fare ciò che faceva prima, ma con meno entusiasmo, senza passione e con una tristezza nel cuore infinita. Dopo una faticosa notte di lavoro non prende niente, e la voglia di ripartire non c’è. Non ha neanche la forza di alzare lo sguardo per vedere che sulla riva c’è Gesù. Ad un tratto una voce, e il cuore non si ferma più, pronto a lanciare le reti in mare, la fatica è ormai alle spalle, Gesù è tornato davvero, non vede l’ora di riabbracciarlo, si tuffa in mare per raggiungere la riva. Cristo è risorto Alleluia!

L’amore è dolce e bello ma può essere accompagnato da una terribile paura: la paura dell’avvenire e del rischio di andare troppo oltre, la paura che il tutto conduca soltanto alla morte della nostra cosiddetta libertà, la paura di essere feriti, perché amare significa diventare vulnerabili. Amare è sempre un rischio. (Jean Vanier)

Spezzare

Dal Vangelo di oggi (Lc 24,35-48):
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane…

Rendimi sempre capace di spezzare il pane, anche per i poveri.
Rendimi sempre capace di spezzare le catene del peccato che tengono imprigionato l’uomo.
Rendimi sempre capace di spezzare quella lancia dell’ingiustizia che colpisce i fratelli più deboli.
Rendimi sempre capace di ricucire un cuore spezzato dal male, con il tuo infinito amore.

Cloud dei tag

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: